Il lago e l'ospizio al Colle del Gran San Bernardo
Il lago e l'ospizio al Colle del Gran San Bernardo. Foto: PederBu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il Colle del Gran San Bernardo è una delle gite più belle che si possano fare dalla Valpelline, ma va messa in calendario con attenzione: la strada che sale al valico è aperta solo per pochi mesi l'anno. In cambio offre molto. A quasi 2.500 metri si incrociano il tempio romano, i pellegrini medievali, l'esercito di Napoleone e i cani che portano il nome del colle. È anche un confine: l'ospizio sta appena oltre la frontiera, in territorio svizzero, quindi portate con voi un documento valido.

Una strada aperta solo nella bella stagione

Sul colle il vento è quasi costante e la neve può superare, secondo LoveVDA, i venti metri l'anno. Per questo la strada resta chiusa per tutta la stagione fredda: di norma è percorribile più o meno da metà giugno a metà ottobre, ma le date esatte dipendono dall'innevamento e cambiano ogni anno. Prima di partire controllate sui bollettini di Anas e su LoveVDA.

Quando il colle è chiuso, il collegamento con la Svizzera resta garantito dal Traforo del Gran San Bernardo, aperto nel 1964 e lungo quasi 5.800 metri, che è stato il primo traforo stradale attraverso la barriera alpina. Il traforo però passa sotto la montagna: all'ospizio non vi porta, e l'esperienza del valico è tutt'altra cosa.

La salita da Saint-Rhémy-en-Bosses

Dalla valle si scende verso la statale 27, che risale la Valle del Gran San Bernardo passando per i paesi della valle fino a Saint-Rhémy-en-Bosses, ultimo comune prima del confine. È il paese del Jambon de Bosses DOP, un prosciutto crudo di montagna che merita una sosta al ritorno. Superato il bivio per il traforo, la strada del colle prosegue a tornanti, è molto amata da ciclisti e motociclisti e nelle giornate di punta va affrontata con calma. In auto si fa comodamente in giornata.

Duemila anni di passaggi

Il valico si usa da sempre. In epoca romana vi sorgeva un tempio dedicato a Giove Pennino: l'area archeologica è conosciuta come Plan de Jupiter, e restano tratti dell'antica carreggiata incisa nella roccia. Nel Medioevo vi transitavano i pellegrini della Via Francigena, a cui abbiamo dedicato un articolo a parte. Attorno alla metà dell'XI secolo san Bernardo, a cui è dedicata la statua che si incontra sul colle, fece costruire un rifugio per viaggiatori e pellegrini. Le fonti non concordano sull'anno esatto, ma concordano sulla funzione, che non è mai venuta meno: l'ospizio è ancora abitato dai canonici e continua ad accogliere chi passa.

Il passaggio più celebre è del 1800, quando Napoleone attraversò il colle con circa 40.000 uomini, cavalli e artiglieria. L'impresa ha lasciato tracce anche nelle tradizioni delle valli vicine: i costumi del Carnevale della Coumba Freida richiamano proprio quelle uniformi.

I cani del colle

I cani all'ospizio sono documentati almeno dal XVI secolo. I canonici li allevavano e li impiegavano per accompagnare e soccorrere i viaggiatori nella neve, e da quella selezione nasce la razza del San Bernardo. Il più famoso è Barry, vissuto all'ospizio all'inizio dell'Ottocento, intorno al quale sono cresciute leggende che gli storici ridimensionano: per esempio, la tradizione lo vuole cane da valanga, ma il suo lavoro era probabilmente meno spettacolare.

Dal 2005 l'allevamento appartiene alla Fondazione Barry, con sede a Martigny, dove i cani vivono durante l'anno. D'estate una parte di loro sale al colle, e da giugno a settembre vengono organizzate passeggiate in loro compagnia. Non contate quindi di trovarli in ogni periodo: verificate sul sito della Fondazione prima di partire, soprattutto se viaggiate con bambini che aspettano solo quello.

Anche in piena estate il tempo al colle cambia in fretta e la temperatura è molto più bassa che in valle. Portate una giacca a vento e scarpe chiuse, anche per una breve passeggiata intorno al lago, che resta ghiacciato fino a tarda primavera.

Cosa fare una volta arrivati

Lasciata l'auto, il giro è a piedi e si completa con calma: il piccolo lago, la statua del santo, il museo dell'ospizio e l'allevamento, da controllare per le aperture. Chi vuole camminare di più trova sentieri che partono dal colle, da affrontare con l'attrezzatura adatta e con il meteo stabile. I nostri consigli pratici sulla montagna valgono anche qui.

Dove dormire in Valpelline

Il colle si raggiunge in auto e si torna per la sera. Il Bilocale Tizzi, nel centro del paese di Valpelline, ha cucina completa e un balconcino privato e vista sulle montagne: un buon posto per fare il punto sul giorno dopo, quando le gambe chiederanno qualcosa di più tranquillo.

Un bilocale su due piani nel centro di Valpelline

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