Il tracciato della Via Francigena a Bard
Il tracciato della Via Francigena a Bard. Foto: Patafisik · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Valpelline non è attraversata dalla Via Francigena, ma il cammino le passa accanto: scende dal Colle del Gran San Bernardo lungo la valle vicina e tocca Gignod e Variney, dove inizia la strada per il paese di Valpelline. Per chi soggiorna qui, la Francigena è quindi un'occasione a portata di auto per camminare su una delle grandi vie storiche d'Europa, anche solo per mezza giornata. E anche senza mettersi in viaggio, sapere che strada facevano i pellegrini aiuta a leggere meglio la storia di questa regione di passaggio.

Una strada di pellegrini e mercanti

Il nome indica la strada che, nel Medioevo, univa l'Europa del nord a Roma. Il riferimento più famoso è Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che intorno al 990 percorse la via fino a Roma per ricevere il pallio e annotò le tappe del viaggio di ritorno verso l'Inghilterra. Il suo diario è ancora oggi la traccia principale su cui si è costruito il cammino moderno.

Per i viaggiatori che arrivavano da nord, il Gran San Bernardo era il passaggio obbligato delle Alpi, e la strada scendeva verso Aosta seguendo in parte un tracciato molto più antico: quello romano delle Gallie, di cui restano tratti e opere visibili lungo la valle centrale. Ospizi e luoghi di accoglienza sono legati a questo traffico continuo, che per secoli ha portato attraverso la regione persone, lingue e merci.

Il percorso valdostano

Il tratto regionale segue una lunga discesa: dai 2.473 metri del Colle del Gran San Bernardo ai 345 di Pont-Saint-Martin, dove la via lascia la Valle d'Aosta per entrare in Piemonte. Lo sviluppo è di circa 90 chilometri e, secondo le guide ufficiali, si suddivide in cinque giorni di cammino. Non è però solo discesa: lungo il percorso non mancano le risalite, e i lunghi tratti in calo pesano sulle ginocchia più di quanto si pensi.

  • Dal Colle a Echevennoz: una delle tappe più impegnative, su mulattiera, toccando Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen ed Étroubles.
  • Da Echevennoz ad Aosta: un percorso vario con tratti lungo i rus, gli antichi canali irrigui scavati a mano, passando per Gignod e Variney.
  • Da Aosta a Châtillon: sul versante sinistro della Dora Baltea, attraverso Quart, Nus e Chambave.
  • Da Châtillon a Verrès: salita iniziale, poi tratti panoramici con Saint-Vincent, Montjovet e il castello di Issogne.
  • Da Verrès a Pont-Saint-Martin: la tappa più breve, tra Arnad, Bard e Donnas, con il tratto di strada romana scavato nella roccia e il ponte romano in arrivo.

Sul terreno il cammino è segnalato: nella parte alta, ad esempio, coincide con il sentiero numero 103. Le distanze e le varianti possono cambiare con i lavori sui sentieri o per le frane, quindi prendete come riferimento la documentazione ufficiale della Regione su lovevda.it.

Cosa si vede lungo la via

La bellezza di questo tratto è la varietà. In alto c'è il valico, con l'Ospizio e la tradizione dei suoi cani, di cui parliamo nell'articolo sul Colle del Gran San Bernardo. Più in basso, i borghi della valle hanno mantenuto fontane e case in pietra, e i rus accompagnano il sentiero lungo il versante. Ad Aosta i pellegrini trovavano già i monumenti romani che ancora oggi sono il cuore della città.

Nella valle centrale il cammino sale e scende tra vigneti, e passa accanto ai manieri che raccontiamo nell'articolo sui castelli della valle centrale. Nel tratto finale si vedono il Forte di Bard e i resti più evidenti della strada romana. Molti di questi luoghi si possono vedere anche in auto, ma camminando si capisce meglio perché una strada, per secoli, sia passata proprio di lì.

Percorrerne un tratto dalla valle

Non serve fare tutto il cammino per conoscerlo. Dal paese di Valpelline, in auto, si raggiunge facilmente la valle del Gran San Bernardo, dove si può camminare in giornata lungo il tratto di Étroubles e Saint-Oyen, oppure nel tratto fra Echevennoz e Aosta, lungo i rus. Sono le tappe che attraversano la zona più vicina, e permettono di scegliere un pezzo breve in base al tempo e all'allenamento.

Per chi cammina in giornata l'unico problema è il ritorno all'auto: prima di partire studiate un percorso ad anello, o verificate sul sito degli operatori se esistono autobus utili, tenendo conto che le corse possono essere rade. La stagione migliore è da primavera ad autunno, tenendo presente che la parte alta è sotto la neve per molti mesi e che la strada del Colle resta chiusa da metà autunno alla tarda primavera. Per scarpe, meteo e zaino valgono i nostri consigli pratici per la montagna.

Dove dormire vicino alla Francigena

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